Tecnica
I pazienti vengono preparati con microclismi e, salvo casi particolari, non necessitano di ricovero, esami e anestesia: le manovre cruente della procedura vengono eseguite alcuni centimetri al di sopra della linea pettinata, risultando pressochè indolori.
E' naturalmente indispensabile un accurato studio anamnestico, con particolare riferimento ad alterazioni della coagulazione e una preliminare visita proctologica con anoscopia e/o rettosigmoidoscopia.
Si può utilizzare il decubito laterale, ma, personalmente, preferisco la posizione litotomica.
Dopo esplorazione proctoscopica preliminare e adeguata lubrificazione, si inserisce il "Moricorn" che, ruotato delicatamente, grazie al Doppler, localizza i rami terminali delle arterie emorroidarie: è possibile passare, a monte, un punto che comprenda la mucosa e sottomucosa sporgenti dalla finestra dello strumento; la trazione sui capi del filo provoca la scomparsa del segnale Doppler, confermando l'inclusione arteriosa nella legatura, che può, a questo punto, essere resa definitiva.
Si ripete la manovra su tutta la circonferenza del retto (il numero di legature necessarie varia generalmente da 2 a 6, in relazione all'incostanza del numero dei rami emorroidari terminali).
Il Prof. Kazumasa Morinaga sta attualmente utilizzando iniezioni sclerosanti in alternativa ai punti di sutura.
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